Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/278

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264 della geografia di strabone

sura, Egimuro1 e quelle de’ Liparesi, che alcuni denominano anche isole d’Eolo.

Al di là poi della Sicilia e degli stretti ch’essa ha dai lati, seguitano altri mari; ciò sono quello rimpetto alle Sirti ed alla Cirenaica, e le Sirti stesse, ed il mare che anticamente fu detto Ausonio ed ora Siculo viene denominato per essere contiguo e confluente con quello di cotal nome. Quel mare pertanto che sta rimpetto alle Sirti ed alla Cirenaica dicesi Libico, e finisce in quello d’Egitto. In quanto alle Sirti, la minore2 ha una circonferenza di circa mille e seicento stadii, e le stanno dinanzi da ciascun lato della sua imboccatura le isole di Meningia e di Cercina3. Della Sirti maggiore poi dice Eratostene ch’essa ha un circuito di cinquecento stadii, e la profondità di mille e ottocento, andando dalle Esperidi ad Automala4 ed al confine che disgiunge la Cirenaica dal restante della Libia. Altri dicono che la circonferenza è di quattromila stadii, e la profondità di mille e cinquecento, come l’ampiezza della sua bocca.

Il mar Siculo bagna la Sicilia e l’Italia dalla parte

  1. Cosura è l’isola Pantellaria fra la Sicilia ed il capo Bon. Egimuro è una piccola isoletta sull’ingresso del golfo di Cartagine, ora golfo di Tunisi. (G.)
  2. Il golfo di Cabi.
  3. Le isole di Gerbi e di Kerkeni.
  4. Esperide fu il nome di quella città che i monarchi d’Alessandria dissero poi Berenice ed ora si chiama Bernio o Bengazzi. Pare che Automola fosse nel punto più meridionale della Sirti maggiore, detta dai moderni Sidra. (G.)