Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/279

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

libro secondo 265

orientale, dallo stretto di Reggio fino ai Locrii, e da Messene1 fino a Siracusa e a Pachino. E si prolunga verso il levante fino alle estremità di Creta2, sicchè circonda la massima parte del Peloponneso, ed empie quel golfo che denominasi da Corinto. Verso il settentrione si spinge fino al promontorio Iapigio3, alla bocca del golfo Ionio, alle parti meridionali dell’Epiro fino al seno Ambracico ed alla spiaggia con quello congiunta, la quale, stando rimpetto al Peloponneso, forma il golfo di Corinto.

Il golfo Ionio è una parte di quello che ora si chiama Adriatico, di cui l’Illiria forma il fianco destro, e l’Italia il sinistro, sino al fondo dov’è Acilea4. Stendesi poi questo golfo verso il settentrione e verso l’occidente, stretto e lungo: perocchè la sua lunghezza è di seimila stadii, e l’ampiezza (dov’essa è maggiore) di mille e duecento. Vi sono parecchie isole rimpetto all’Illiria, come a dire le Absirtidi, Cerittica e le Liburnidi, poi Issa, Tragurio, e Corcira la nera, e Faro. Rimpetto all’Italia stanno le isole di Diomede5.

La lunghezza del mar di Sicilia da Pachino a Creta si dice che sia di quattromila e cinquecento stadii, ed altrettanto dal punto predetto fino a Tenaro di Laconia. Dal promontorio Iapigio sin al fondo del golfo Co-

  1. Messina. Pachino è il capo Passaro.
  2. Candia. Il Peloponneso è ora la Morea, e il golfo di Corinto dicesi golfo di Lepanto.
  3. Il capo Leuca o di Finisterre.
  4. Aquileja.
  5. Le isole Tremiti.