Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/28

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
16 della geografia di strabone

terra abitata stendendosi la parte settentrionale fino alle estremità della Scizia o della Celtica, e la parte meridionale fino a quelle dell’Etiopia, dee di necessità la differenza essere grande. Così parimenti è assai diverso l’abitare fra gl’Indi o fra gl’Iberi; dei quali sappiamo che i primi sono all’estremo levante e i secondi al ponente, e che in qualche modo1 sono antipodi fra di loro. Ora tutte queste cose avendo il loro principio dal movimento del sole e degli altri astri, ed anche dalla tendenza de’ corpi al centro, ci costringono a considerare il cielo, e que’ fenomeni celesti che appariscono a ciascheduno di noi; ed in questi si veggono differenze stragrandi delle varie posizioni. Chi mai dunque potrebbe saper bene ed esattamente descrivere le diversità dei luoghi, senza avere considerati punto nè poco i corpi celesti? Perocchè, sebbene per essere il nostro libro politico più che altro, non sia possibile investigare a fondo ogni cosa, conviene peraltro di fare quelle investigazioni nelle quali anche un uomo di Stato ci può tener dietro.

Chiunque poi abbia già tanto sollevato lo spirito, non potrà astenersi dal considerare la terra nella sua intierezza: perocchè sarebbe cosa manifestamente ridicola, se colui il quale osò, per desiderio di ben descrivere la terra abitata, accostarsi ai fenomeni celesti e valersene

  1. Dice in qualche modo, perchè veramente l’India e l’Iberia o Spagna non sono antipodi fra di loro, non dandosi questo nome se non a quei luoghi che si trovan sul globo in situazioni diametralmente opposte.