Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/323

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libro terzo 309

navigare sovr’essi tanto a seconda quanto a ritroso. Ed anche il riflusso ha in quelle lagune i suoi mali: giacchè facendosi con impeto corrispondente a quello con cui il flusso trabocca ed inonda, avviene che per la celerità le navi siano spesse volte lasciate in secco: e i bestiami condotti sulle isole formate dai fiumi mentrechè la marea non s’è per anco gonfiata, talvolta sono colà sopraffatti dall’inondazione e affogati; talvolta vi si trovano invece abbandonati pel subito ritrarsi dell’acqne, e sforzati al ritorno, non hanno vigore che basti, e vi muoiono1. E dicesi che le mandre de’ buoi avendo osservato questo fenomeno, sogliono attendere il riflusso dell’acqua per ritornare a terra. Gli uomini pertanto conoscendo la natura dei luoghi, e come le lagune possono quivi somministrare gli stessi vantaggi che i fiumi, fondarono lungo quelle e città ed altre abitazioni, come suol farsi lungo le rive dei fiumi. Tali sono Asta, Nebrissa, Onoba, Sonoba, Menoba e molte altre. Ed alcuni canali scavati qua e là rendono agli abitanti più grande questo vantaggio di potersi trasferire da un luogo all’altro, e comunicare sia fra di loro sia con quelli al di fuori. Ed il concorso

  1. Il testo in tutto questo periodo è dubbioso e in alcune parti evidentemente corrotto. Forse l’Autore volle indicare come i bestiami condotti per nave alle isole dei fiumi corrono colà un doppio pericolo, o di esservi sommersi quando la marea a precipizio si gonfia, o di affogare quando i pastori li sforzano a guadare il fiume che nel riflusso, per mancanza di acqua, non può più essere navigato.