Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/324

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310 della geografia di strabone

dell’acqua nelle grandi piene già dette giova altresì col rendere navigabili anche gl’istmi che disgiungono i fiumi; sicché poi si può passare dai fiumi alle lagune, e da queste a quelli.

Tutto il commercio di questo paese è coll’Italia e con Roma: ed ha una comoda navigazione fino alle Colonne (se non quanto è alcun poco difficile nello stretto), e poi anche nel nostro mare; perocchè tutto il viaggio si compie sotto un buon clima, principalmente chi naviga nell’alto, ciò che riesce utilissimo ai legni mercatanteschi. Hanno poi i venti che soffiano con un certo ordine. E giova a quelle genti anche la pace presente, dacchè i corsari sono stati distrutti, sicchè i naviganti godono una sicurezza compinta. Posidonio poi dice di avere osservata una cosa particolare nel navigar dall’Iberia, cioè che in quel mare fino al golfo della Sardegna gli euri spirano etesii1; sicchè egli appena in tre mesi potè arrivare in Italia, trasportato talvolta alle Gimnesie, talvolta alla Sardegna, od alle spiagge della Libia rimpetto a guest’isole.

Dalla Turditania si trae gran copia di frumento e di vino, ed olio non solamente molto ma squisito: ed oltre a questo se ne cava anche cera e mele e pece, e molto cocco, e minio non punto inferiore alla terra di

  1. Diconsi etesii quei venti che soffiano ordinariamente in certe stagioni dell’anno. Gli euri poi sono venti che traggono da oriente ad occidente, e perciò ritardano la navigazione di chi viene dalla Spagna in Italia.