Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/325

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libro terzo 311

Sinope1. Anche i navigli si fanno di legname cresciuto in quella provincia, nella quale trovansi inoltre sal fossile, e correnti non piccole di fiumi salati: e si traggono non solamente dalla Turditania, ma sì anche dall’altra spiaggia fuori delle Colonne copiosi salsumi non inferiori a quelli del Ponto. Anticamente portavasi fuori di quella provincia anche gran quantità di abiti di lana; ed ora invece soltanto lana che vince di bellezza quella de’ Corassi; d’onde un montone da razza suol pagarsi un talento. Grandissimo è pure il pregio delle stoffe che i Saltiati fanno incomparabilmente sottili. Avvi grande abbondanza2 anche di pecore e di selvaggina. Di animali nocivi è invece scarsissimo quel paese, fuor certi, simili a lepri, che scavan la terra e sono da alcuni denominati leboridi3, i quali rovinano le piante ed i semi, rosicandone le radici. Questo male accade in quasi tutta la Spagna e si stende fino a Marsiglia, e danneggia anche le isole. E raccontasi cbe gli abitanti delle Gimnesie mandarono un tempo ambasceria ai Romani domandando un qualche altro paese dove potessero tramutarsi, perchè questi animali cacciavanli fuori del loro proprio, nè essi valevano a vincerli; tanto erano numerosi. Contro

  1. Strabone parla di questa terra nel lib. XII.
  2. L'espressione del testo ἄφθονος δὲ καὶ βοσκημάτων ἀφθονία, abbondante abbondanza di pecore, parve al Casaubono un’eleganza, agli Edit. franc. ed al Coray una scorrezione. Vollero dunque leggere invece ἄπονος ἀφθονία, abbondanza di cui può l’uomo godere senta fatica.
  3. Altri leggono leberidi.