Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/362

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mezzogiorno son gli Oretani, e quanti altri de’ Bastetani e Dittani abitano l’Orospeda. Dall’oriente in fine è Idubeda. Considerando poi i Celtiberi come divisi in queste quattro parti, i più forti son quelli che abitano all’oriente ed al mezzo giorno, ciò sono gli Arevaci confinanti coi Carpetani e colle fonti del Tago. La più nominata delle loro città è Numanzia: e mostrarono il proprio valore nella guerra Celtiberica sostenuta contro i Romani per ben venti anni. Perocchè vi rimasero distrutti parecchi eserciti insieme coi condottieri; ed all’ultimo essendo posto l’assedio a Numanzia, i cittadini lo sopportarono con grande costanza, fuor pochi che disertarono il muro1. Anche i Lusoni sono orientali e contigui alle fonti del Tago; e sono degli Arevaci anche le città di Segida e di Pallanzia. Numanzia poi è distante da Caesar Augusta (la quale, come abbiam detto, è fondata lungo l’Ibero) circa ottocento stadii. Appartengono ai Celtiberi anche Sagobriga e Bilbili2, presso alle quali combatterono Metello e Sertorio. Polibio poi mentovando le parti e i paesi de’ Vaccei e dei Celtiberi unisce alle altre città anche Segesama ed Intercatia: e Posidonio dice che Marco Marcello raccolse dalla Celtiberia un tributo di sei-

  1. Οἱ Νομαντῖνοι πολιορκούμενοι διεκαρτέρησαν πλὴν ὀλίγων τῶν ἐνδόντων τὸ τεῖχος. Gli Editori francesi traducono: Gli abitanti di Numanzia assediati nella loro città, sopportarono con coraggio la fame, insino a che poi, ridotti a piccolo numero, furon necessitati di arrendere la fortezza.
  2. Segorba e Baubola.