Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/361

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Vasconi e quivi è Pompelona, che torna lo stesso come a dir Pompeopoli.

In quanto a’ Pirenei il fianco ibero è fornito d’ogni sorta di piante, anche di quelle che sono sempre mai verdi; ma il fianco celtico è nudo. Nelle parti di mezzo s’aprono valli da poter essere comodamente abitate, e le occupano i Cerretani1, i quali per la maggior parte sono d’origine iberica. Presso costoro si fanno eccellenti salsumi che pareggiano quelli dei Cantabri, e danno a quelle genti non piccola utilità. A chi valica l’Idubeda appresentasi la Celtiberia, regione ampia ed irregolare. La maggior parte di essa è aspra e circondata da fiumi; perocchè vi discorrono l’Ana ed il Tago e quelli altri parecchi, i quali avendo il loro principio nella Celtiberia si devolvono al mar d’occidente. Tra questi altri fiumi il Durio bagna Numanzia e Sergunzia2. Il Beti che nasce dall’Orospeda scorre a traverso dell’Oretania nella Betica.

Dalla parte settentrionale dei Celtiberi abitano i Beroni, confinanti coi Cantabri Conischi, i quali sono anch’essi di celtica schiatta. La costoro città è Varia3 situata vicino al passo dell’Ibero. Confinan con loro i Bardiiti che i moderni chiamano Bardiali. Dalla parte occidentale stanno alcuni degli Asturii, dei Gallaici e dei Vaccei, ed anche de’ Vettoni e de’ Carpetani. Dal

  1. Abitanti della Cerdagna spagnuola.
  2. Non può trovarsi fra i paesi moderni verun riscontro probabile di questa Sergunzia.
  3. Varea secondo alcuni, e secondo altri Logroon.