Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/386

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372 della geografia di strabone

meni accadono regolarmente, ma quando è invece nei segni solstiziali v’ha irregolarità, sì nella misura come nella prestezza. E che rispetto agli altri segni l’anomalia è maggiore o minore secondochè sono più o meno vicini a quelli or or mentovati. In quanto a sè poi dice, che benchè si trovasse per molti giorni durante il solstizio di estate ed il plenilunio nel tempio d’Ercole in Gadi, non potè osservare queste annuali irregolarità delle marce. Che nondimeno alla nuova luna di quello stesso mese osservò in Ilipa1 un ringorgamento del Beti maggiore del solito; perocchè mentre quel fiume ne’ riflussi ordinarii soleva bagnare le proprie sponde appena fino a metà della loro altezza, allora le soverchiò per modo che le milizie stanziate in Ilipa (sebbene sia distante dal mare circa settecento stadii) potevano far acqua senza uscirne: e le pianure lungo il mare per lo spazio di trenta2 stadii furono ricoperte dalla marea siffattamente che in alcune parti se ne formarono isole, mentrechè in Gadi l’argine su cui è fondato il tempio d’Ercole, e il molo che sta dinanzi al porto della città, erano stati coperti dall’acqua non più che all’altezza di dieci cubiti, secondo che dice di aver misurato egli stesso. E quando bene (soggiunge) qualcuno s’immaginasse il doppio di questa altezza nelle escrescenze che qualche volta hanno luogo, non sarebbe per altro possibile di formarsi una idea di quell’altezza a cui l’acqua ascende a cagione

  1. Alcolea, situata a 20 leghe dalla foce del Guadalquivir.
  2. Gli Edit. franc. dicono di aver letto invece in alcuni manoscritti cinquanta.