Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/430

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416 della geografia di strabone

eran tratte all’asciutto non inaridissero, per essere l’alga naturalmente più umida della quercia, la quale è secca e mancante di umori. Io stimo che da questi Veneti discendano quelli che abitano lungo l’Adria: perocchè anche quasi tutti gli altri Celti che trovansi in Italia vi si trasportarono dalle ragioni poste al di là delle Alpi, come avvenne de’ Boi e dei Senoni. Tuttavolta alcuni credono che i Veneti dell’Adria siano Paflagoni, perchè trovasi nella Paflagonia una popolazione che porta il loro nome: nè io sostengo gran fatto la mia opinione, giacchè in queste cose bisogna contentarsi di congetture. Appresso poi vengono gli Osismi che Pitea chiama invece Timii, i quali abitano un promontorio che si spinge molto addentro nell’Oceano, ma non per altro a sì grande distanza quanta dicono Pitea stesso e coloro che gli hanno prestata fede. Finalmente le nazioni collocate nel mezzo fra la Sequana e il Ligeri in parte confinano coi Sequani e in parte cogli Arverni.

CAPO IV.


Costumi ed usanze de’ Galli in generale. — Loro bardi, indovini e druidi. — Del modo col quale combattono. — Isola vicina alla bocca del Ligeri, e donne che l’abitano. — Altra storia più favolosa. — Isola vicina alla Britannia, nella quale si celebrano i misteri di Cerere e di Proserpina.

Tutta quella nazione che ora chiamasi Gallica o Galatica è marziale, coraggiosa, apparecchiata sempre a combattere, ma nondimeno semplice e non punto ma-