Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/444

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430 della geografia di strabone

sola e dei luoghi ad essa circonvicini, si possono assai di leggieri tenere come inventate da lui a capriccio, qualora si considerino le molte bugie ch’egli spacciò anche intorno ai paesi da noi conosciuti. Di queste sue menzogne noi abbiamo parlato già innanzi; e ben può congetturarsi da quelle, che maggiori falsità avrà dette intorno ai luoghi per lontananza men noti. Tuttavolta per ciò che risguarda i fenomeni celesti e la matematica, pare ch’egli abbia saputo opportunamente valersi dei principj scientifici. E parlando dei luoghi vicini alla zona gelida, dice con verità che sono in parte privi affatto, in parte scarseggianti di frutti e di animali domestici: che gli uomini sogliono quivi nutrirsi di miglio, d’erba, di frutti e di radici1: che quelli appo i quali si trova frumento e mele, ne traggono anche la loro bevanda: e che finalmente per non avere mai alcun giorno di pura serenità, battono il frumento in grandi camere, nelle quali sogliono portarne i covoni; altrimenti per la mancanza del sole e per la frequenza delle piogge diventerebbe inutile.

  1. Κέγχρῳ δὲ καὶ ἀλλοις λαχάνοις καὶ καρποῖς καὶ ῥίζαις τρέφεσθαι. Gli Edit. franc. credono che invece di ἀλλοις debba leggersi ἀγρίοις.