Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/453

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libro quarto 439

lato e dall’altro: ma in parte si stende poi anche sulle alture de’ monti stessi circonvicini. Coloro che partendosi dall’Italia vogliono superare quelle montagne sono necessitati di fare la strada che attraversa la valle predetta: quindi il loro cammino partesi in due1, e l’uno va per le sommità degli Apennini in luoghi inaccessibili ad ogni maniera di carri; l’altro è più occidentale e attraversa i Centroni. V’ha nel paese de’ Salassii miniere d’oro, delle quali una volta era padrone quel popolo, che oltre di ciò dominava anche i passaggi già detti. Ed a valersi delle miniere predette giovava loro moltissimo il fiume Duria di cui si servivano per lavare l’oro; d’onde poi derivando in più luoghi e in parecchi rigagnoli l’acqua, ne assottigliarono la principale corrente. E questa operazione, se da una parte giovava a quelli che cercavano l’oro, dall’altra nuoceva a coloro che avevano campi da coltivare in siti più bassi, restando perciò privi di quella irrigazione che il fiume avrebbe potuto somministrare a tutto il paese, qualora si fosse lasciato discorrere naturalmente alla china. Per questa cagione poi v’ebbero frequenti guerre fra i due popoli: ma prevalendo all’ultimo anche in que’ luoghi i Romani, i Salassii furono spogliati delle miniere non meno che del territorio: pur tuttavia avendo il possesso dei monti, vendevano l’acqua a coloro che pigliavan dal pubblico l’impresa delle miniere; sicchè poi per l’avarizia di questi intraprenditori vi furono frequenti

  1. In due; cioè, nella strada del gran san Bernardo, ed in quella del piccolo san Bernardo.