Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/458

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444 della geografia di strabone

Ocra. Questi Japodi, una volta potenti pel numero, e per l’estensione del loro paese ai due lati del monte, e pel ladroneggio che esercitavano, furono poscia sconfitti e pienamente domati da Cesare Augusto. Le loro città sono Metulo, Arupeno, Monezio e Vendona.

Appresso a costoro sta collocata in una pianura la città di Segesta, vicino alla quale scorre la Sava che mette poi capo nell’Istro, Questa città è opportunissima, per la sua posizione, alla guerra contro i Daci. L’Ocra poi è la parte più bassa delle Alpi, ed è quel punto dov’esse congiungonsi coi Carnii1, e pel quale si portano sopra carri le mercatanzie da Aquileia a Nauporto, percorrendo una strada di circa quattrocento stadii: di quivi si conducono poscia sopra fiumi fino all’Istro ed ai luoghi circonvicini. Perocchè Nauporto è lambito da un fiume ch’esce navigabile dall’Illiria, e gettasi nella Sava: e così torna agevole il condurre le merci tanto a Segesta, quanto fra i Pannoni o i Taurisci. E mette foce nella Sava nelle vicinanze di Segesta anche il Colapi2. Amendue questi fiumi sono navigabili, e scorrono dalle Alpi.

Hanno poi questi monti cavalli selvaggi e buoi: e Polibio afferma che vi nasce un animale di forma singolare, somigliante nella figura ad un cervo, all’infuori del collo e del pelo, nei quali somiglia piuttosto a cinghiale; con una specie di carnosità sotto il mento in

  1. La Carniola ed il Friuli.
  2. Kulp.