Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/50

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38 della geografia di strabone

è un pigliarsi giuoco di noi. Perocchè qual cosa è più oratoria e nello stesso tempo anche più poetica dello stile ornato? Ma qual mai stile è più ornato che quello di Omero? nessuno per certo. – Ma forse dirai che lo stile ornato poetico è diverso dall’oratorio. – E sia vero; ed anzi dentro i limiti stessi della poesia distinguonsi lo stil tragico e il comico, in quella guisa che nella prosa lo stile conveniente alla storia è distinto da quello che si adopera negli scritti giudiciarii. E non è forse lo stile un genere, di cui sono specie il metrico e quel della prosa? O forse dirai che lo stile universalmente considerato sia un genere, ma non così lo stile oratorio, non la dizione, non l’eloquenza? Ma nel vero lo stile della prosa, qualora esso sia ornato, è un’imitazione del poetico: perocchè innanzi tutto apparve l’artificio poetico e piacque; poscia Cadmo, Ferecide ed Ecateo imitando quell’artificio, sciolsero il metro, ma conservarono gli altri ornamenti poetici, e scrissero le loro istorie. Quelli che vennero dopo, levando sempre qualcosa da quel poetico stile, lo ridussero nella forma presente, quasi abbassandolo dalla primitiva sua altezza. Così potrebbe dirsi che la commedia pigliò l’essere suo dalla tragedia, abbassandone il linguaggio dalla tragica sublimità sino a quello che noi ora chiamiamo parlar familiare. E l’avere gli antichi detto cantare in vece di parlare ornatamente, fa testimonianza che il fonte e il principio dell’ornato parlare e della rettorica sia stato lo stile poetico. La poesia accompagnavasi sempre col canto ogniqualvolta faceva mostra di sè. Un canto (ode) non era altro poi che un discorso modulato, d’onde