Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/67

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libro primo 55

Acherusia e il Neciomanteo d’Aorno, ed alcuni dei compagni di Ulisse, come Baïo e Miseno1? E lo stesso dicasi rispetto alle Sirenuse, allo Stretto, a Scilla, a Cariddi, ad Eolo: le quali cose nè si debbono esaminar tutte minutamente, nè trascurarle come prive di radici e di fondamenti, e disgiunte perciò da ogni vero e da ogni utilità.

E lo stesso Eratostene, adottando siffatta opinione, dice, potersi credere che il poeta abbia voluto trasferire i viaggi di Ulisse nei paesi occidentali, allontanandosi da quelli a cui avrebbe dovuto assegnarli; in parte per non averne avuta esatta notizia, in parte perchè non credette di doverli preferire, volendo sollevar sempre ogni cosa al grande ed al portentoso. E in quanto a ciò che Omero fece egli toccò nel segno; ma del perchè poi abbia fatto così non reca in mezzo plausibil ragione; essendo che Omero non attese in questo al mero diletto, ma all’utile. Laonde si può giustamente riprendere Eratostene sì in questo proposito, come allorquando afferma che Omero finse in paesi lontani i portentosi avvenimenti ch’egli racconta, per essere più agevol cosa il mentire trattandosi di

  1. Il Capo Miseno ricevette il suo nome da quel Miseno di cui Virgilio racconta la morte nel lib. vi dell’Eneide. Baïo compagno di Ulisse diede il proprio nome alla città di Baia. Al nord di questa città avvi il lago d’Averno od Aorno, dov’era un tempio destinato all’evocazione dei morti (chè tanto suona il greco vocabolo Νεκυομαντεῖον). La Palude Acherusia dicesi ora Mar Morto. Dicearchia è Pozzuolo: e Partenope fu detta primamente la città di Napoli.