Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/108

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sossopra, gli uni contro gli altri. E queste cose diciamo in generale dei Leucani e dei Brezii.

Partendosi dal Lao la prima città de’ Brezii è Temesa, che ora dicono Tempsa. Fondaronla gli Ausonii, poi l’abitarono anche gli Etoli venutivi con Toante, i quali furono poscia discacciati dai Brezii. E questi alla loro volta furono vinti da Annibale e dai Romani. Avvi presso Temesa un monumento circondato da ulivi salvatici, e sacro a Polite uno dei compagni di Ulisse, il quale ucciso a tradimento dai barbari diventò infesto a que’ luoghi; sicchè gli abitanti circonvicini, secondo il responso di un certo oracolo, si sottoposero all’usanza di pagargli un tributo. E di qui è venuto il proverbio: Nessuno irriti l’eroe di Temesa.

Ma favoleggiasi poi che quando i Locresi Epizefirii presero quella città, un certo Eutimo lottatore venne alle mani con Polite e lo vinse, e Io sforzò a liberare quei popoli dal tributo. E dicono che di questa città di Temesa fa menzione il Poeta; e non già di Tamaso (perocchè v’hanno queste due lezioni) di Cipro, ove dice: In Temtsa col rame; e mostrano in fatti vicino a quella città miniere di rame, che ora sono abbandonate. A Temesa tien dietro Terina1 che fu distrutta da Annibale per non averla potuta difendere quando egli riparò nel paese dei Brezii. Poi viene Consenzia, metropoli di quella regione: e poco al di sopra di essa è Pandosia, forte castello intorno al quale morì Alessandro il Molosso; ed anche costui fu tratto in inganno

  1. Nocera.