Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/110

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102 della geografia di strabone

tauro, ed una stazione di navi che porta lo stesso nome. Stanno poi d’innanzi a quella spiaggia le isole de’ Liparei, distanti dal fiume duecento stadii: alcuni le chiamano isole d’Eolo, e dicono che sono quelle di cui Omero fa menzione nell’Odissea. Sono sette in numero, ed in pieno prospetto a chi le guarda dalla Sicilia o dal continente presso Medama: ma noi ne terremo discorso quando parleremo della Sicilia. Dal fiume Metauro un altro Metauro 1... Quivi tien dietro il promontorio Scilleo, masso altissimo che fa penisola in mare, ed ha un piccolo istmo a cui può approdarsi da tutte due le parti. Anassilao tiranno de’ Regini fortificollo contro i Tirreni, facendone una stazione di navi; e così impedì che i corsari attraversassero navigando lo stretto. Perocchè gli si accosta anche il Cenis2 distante duecento cinquanta stadii da Medama, rendendo auguste le ultime estremità dello stretto, di contro al promontorio della Sicilia detto Peloro. Questo è uno dei tre capi che fanno essere triangolare quell’isola; e accenna all’oriente d’estate, mentre il Cenis invece guarda all’occaso; di modo che questi due promontorii sono in certo modo contrapposti fra loro. Dal Cenis fino al promontorio Posidonio, val quanto dire fino a Colonna di Reggio, lo stretto ha un picciol varco di circa sei stadii per

  1. Ἀπὸ δὲ τοῦ Μεταύρου ποταμοῦ, Μέταυρος ἕτερος... Così il testo. Gli Edit. franc. non riconoscono qui lacuna di sorta, e li traducono: Dopo il fiume Metauro trovasi un altro Metauro, e tengono che il primo dei due fiumi a cui Strabone dà il nome di Metauro possa essere il moderno Pacolino.
  2. Probabilmente Torre del Cavallo.