Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/114

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106 della geografia di strabone

i Regini avendo egli richiesta loro una fanciulla in isposa, gli avevano offerta la figlia d’un littore. Il figliuolo poi di quel tiranno ne ristaurò una parte, chiamanandola Febia. Al tempo di Pirro il presidio dei Campani uccise ad inganno la maggior parte dei cittadini. Poco prima delle guerre dei Marsii anche alcuni tremuoti atterrarono molta parte delle case: ma finalmente Cesare Augusto, dopo avere scacciato Pompeo dalla Sicilia, vedendo questa città manchevole d’abitanti, vi lasciò una colonia tolta dalla propria sua flotta; sicchè ora è convenevolmente popolata.

Chi naviga da Reggio verso levante per lo spazio di cinquanta stadii trova quella estremità che dal colore denominarono Leucopetra1, nella quale dicono che finisce il monte Apennino. Quinci seguita il promontorio d’Ercole ch’è l’ultimo verso il mezzogiorno; e chi dà volta a quel capo naviga subito col vento di Libia fino al Iapigio; poi va sempre più declinando verso settentrione e occidente sino al golfo Ionio.

Dopo il promontorio d’Ercole trovasi quello di Locri detto Zefirio2; e questo nome l’è dato perchè ha il porto esposto ai venti occidentali. Seguita poi la città detta Locri Epizefiria, perocchè i suoi abitanti sono una colonia di que’ Locresi che stanno nel golfo Crisseo condotti colà da Evanto poco dopo la fondazione di Crotone e di Siracusa. Però s’inganna Eforo dicen-

  1. Cioè Pietra bianca; ed è probabilmente il Capo dell’Armi.
  2. Capo Brùziano.