Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/120

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112 della geografia di strabone

da qualche avvenimento. Perocchè dicono che alcuni Achei stati alla spedizione di Troia, errando qua e là approdarono a questi luoghi per pigliarne notizia, e che quivi le donne troiane che navigavan con loro spiando un momento in cui le navi erano vôte d’uomini le incendiarono, come quelle ch’erano stanche di navigare; e così quella gente fu necessitata di fermar quivi la sua sede, dove per altro vide eziandio la terra essere molto buona; e dove poi essendo pervenuti parecchi altri compatrioti dei primi e fermatisi anch’essi, fondarono molte abitazioni alle, quali imposero d’ordinar o nomi conformi ai siti troiani: ma il fiume Neeto ebbe il suo dall1 incendio1. Del resto, Antioco dice, che avendo l’oracolo ordinato agli Achei di stabilirsi a Crotone, Miscello prese terra in quel sito per esplorare il paese; e vedendo che v’era già in que’ dintorni fondata Sibari presso al fiume dello stesso nome, gli parve che fosse da preferire: quindi se ne venne di nuovo all’oracolo e domandò se fosse lecito di fermarsi2 a Sibari invece che a Crotone; ma il Dio a lui ch’era per caso gibboso diede questa risposta: O Miscello dal rattratto dorso, cercando l’altrui corri alla tua rovina e perdi vanamente il tempo; prendi

  1. Da Νῆας navi, e da αἰσθεῖν abbruciare.
  2. L’autore usa il verbo κτίζειν tanto rispetto a Sibari quanto rispetto a Crotone: ma non v’ha dubbio (e lo dice Strabone stesso), che Sibari era già fondata (ἰδόντα ἐκτισμένην ἤδη Σύβαριν); e però il verbo κτίζειν pare che abbia qui il senso di mettersi ad abitare un luogo già fondato, anzichè quello di fondarlo di nuovo. (Edit. franc.)