Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/126

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118 della geografia di strabone

finchè non s’impadronissero di quel sito tanto vicino a Taranto. Essendo due le ritta (Metaponto e Siri) piti vicine a Taranto che a Sibari, i nuovi coloni prescelsero la prima per consiglio dei Sibariti, i quali dispero loro come qualora avessero Metaponto possederebbero anche Siri; ma che s’eglino invece si volgessero a questa città, Metaponto cadrebbe in potere dei Tarentini che gli stanno da lato. In progresso poi di tempo avendo guerra questi nuovi abitanti contro i Tarentini e contro gli Enotrii situati alcun poco al di sopra, fecero la pace sotto condizione che loro restasse quella porzione di paese che serviva di confine tra l’Italia d’allora e la Japigia. Quivi poi favoleggiano alcuni che avessero luogo le avventure di Metaponto, della prigioniera Menalippe e di Beoto suo figlio. Ma Antioco è d’opinione che la città di Metaponto si dicesse da prima Metabo, e che solo più lardi cambiasse quel nome; e che Menalippe non venisse a questa città ma a Dio, come attestano e il monumento di Metabo, e il poeta Asio il qual dice che l’avvenente Menalippe partorì Beoto nelle case di Dio; come se a questa città, non a Metabo, foss’ella stala condotta. Fondatore di Metaponto fu Daulio tiranno di Crissa vicina a Delfo, siccome Eforo dice. Corre poi anche un’altra opinione, che lo spedito dagli Achei a popolare quel luogo fosse Leucippo; il quale avendo ottenuto da’ Tarentini di poter occupare quel sito per un giorno e una notte, noi volle più restituire e quando gliel domandavan di giorno rispondeva di averlo chiesto e ottenuto anche