Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/127

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libro sesto 119

per la notte seguente; e se nel richiedevan di notte, diceva d’averlo anche pel dì successivo.

Vengono appresso Taranto e la Japigia, di cui parleremo dopo avere passate in rivista le isole situate rimpetto all’Italia, come richiede il disegno che ci siamo proposto: perocchè abbiamo usato finora di aggiunger sempre alla descrizione de’ singoli paesi quella delle isole loro vicine. E però avendo ora descritta sino all’estremo confine l’Enotria che sola fu dagli antichi denominata Italia, dobbiamo osservare l’ordine consueto trasferendoci alla Sicilia ed alle isole che le stanno d’intorno.


CAPO III.


Descrizione della Sicilia. — Sua figura triangolare. — Sue coste. — Della parte interna dell’isola. — Sua fertilità. — Sue particolarità.


È la Sicilia di figura triangolare, d’onde anticamente fu detta Trinacria, e poscia Trinacia con nome di maggiore dolcezza. La sua figura finisce in tre punte: quella di Peloro, che guarda a Ceni ed a Colonna di Reggio, e forma lo Stretto: quella di Pachino che sporge verso levante e, cinta dal mar di Sicilia, guarda verso il Peloponneso e il canale che disgiunge Creta dal Peloponneso medesimo: la terza è quella che sta rimpetto alla Libia, e accenna alla Libia stessa ed al ponente invernale, e dicesi Lilibeo. Di questi lati finienti così in queste tre punte, due s’incurvano mez-