Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/15

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libro quinto 7

chiama una figura rettilinea, e qui invece e la base ed i lati son curvilinei; sicchè qualora dovesse concedersi che l’Italia abbia la figura di un triangolo, bisognerebbe aggiungere però, che questo triangolo nella base e nei fianchi si descrive da linee curve; poi ammettere altresì che uno di questi lati si piega verso il levante. Ancora non si può dire con precisione un sol lato quello che dal seno dell’Adria corre fino allo Stretto; perocchè lato diciamo una linea senz’angoli, e senz’angoli è quando in tutte le sue parti o non devia punto o devia sol qualche poco dal retto. Ma la linea che va da Arimini al promontorio Iapigio1, e quella che dallo Stretto viene fino a questo promontorio hanno direzione molto diversa: e lo stesso è, per quanto mi pare, di quelle che partonsi dal fondo dei golfo Adriatico e dal promontorio Iapigio; giacchè incontrandosi verso Arimini e Ravenna fanno angolo, o se non un angolo propriamente detto, almeno una notabile curva. Però quando bene la spiaggia che dal fondo dell’Adria va fino al promontorio Iapigio volesse considerarsi come un sol lato, non dovrebbe dirsi rettilineo; e il restante poi che dal promontorio Iapigio va fino allo Stretto descriverebbe un altro fianco, e nè questo pure diritto. Quindi l’Italia somiglierebbe ad una figura di quattro lati anzichè di tre; nè potremmo dirla triangolare se non se impropriamente: ma egli è il meglio confessare che di quelle figure le qnali non sono geometriche non è facile dare un’esatta descrizione. Considerando poi

  1. Da Rimini al Capo di Leuca.