Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/16

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8 della geografia di strabone

le singole parti diremo, che le radici delle Alpi corrono per una linea curva e sinuosa colla concavità rivolta all’Italia. Il centro poi di questa sinuosità è nel paese dei Salassi1; e le estremità danno volta da un lato fino all’Ocra ed al fondo del golfo Adriatico, dall’altro verso la spiaggia ligustica fino a Genova, emporio dei Liguri dove i monti Apennini si congiungono colle Alpi.

Sotto alle Alpi trovasi subitamente una ragguardevol pianura che ha due mila e cento stadii così per larghezza, come per lunghezza. Il suo fianco meridionale è chiuso dalla spiaggia degli Eneti e da quei monti Apennini che stendonsi fino ad Arimini e ad Ancona. Perocchè questi monti partendosi dalla Ligustica, entrano nella Tirrenia, lasciando fra sè ed il mare un’angusta spiaggia; s’internano poscia fra terra, e quando son giunti al territorio di Pisa convertonsi verso l’oriente e verso il mar d’Adria fino alle vicinanze d’Arimini e d’Ancona, congiungendosi ad angolo retto colla spiaggia degli Eneti. Da questi confini pertanto è chiusa la Celtica al di qua dalle Alpi; e la lunghezza della sua spiaggia congiunta coi monti è di sei mila e trecento stadii; e la larghezza è di poco meno che mille.

Il restante poi dell’Italia è angusto ed oblungo, e riesce in due promontorii, l’uno dei quali va allo stretto di Sicilia, l’altro al capo Iapigio; e da un

  1. La Valle d’Aosta. — L’Ocra poi, già menzionata nel libro precedente, è la parte più bassa delle Alpi.