Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/17

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libro quinto 9

lato la cinge il mar d’Adria, dall’altro il mar tirreno. Ed è l’Adriatico così di forma come di grandezza uguale a quella parte d’Italia ch’è circoscritta dai monti Apennini e dai due mari fino alla Iapigia ed all’istmo ch’è fra il golfo di Taranto ed il Posidoniate: perocchè la maggiore ampiezza è nell’uno e nell’altra di circa mille e trecento stadii, e la lunghezza è poco meno di sei mila. Quello poi che rimane dell’Italia l’occupano i Brezii ed i Leucani1.

Dice Polibio che la spiaggia marittima dalla Iapigia fino allo Stretto, chi la misuri per terra, è di tre mila stadii; ma che per mare se ne contano cinquecento di meno: tutta poi quella spiaggia è bagnata dal mar di Sicilia.

I monti Apennini dopo essersi spinti fino ai dintorni d’Arimini e d’Ancona, ed aver quivi attraversata l’Italia da mare a mare, danno volta di nuovo e tagliano tutta la regione pel lungo. E fino ai Peucezii ed ai Leucani non si disgiungono molto dall’Adriatico; ma venuti a questi ultimi, declinano un poco più verso l’altro mare: e il rimanente passando per mezzo ai Leucani ed ai Brezii finisce alla così detta Leucopetra di Regina2.

Queste cose pertanto siano dette così in generale intorno a tutta quella regione che al presente dicesi Italia: ora ripigliando la nostra descrizione faremo prova di parlare di ciascuna sua parte separatamente; e innanzi tutto di quelle che sono sotto le Alpi.

  1. Quei di Calabria e della Terra di Otranto.
  2. Al Capo dell’armi nel territorio di Reggio.