Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/167

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libro sesto 159

sua felicità. Perocchè si distende nella sua lunghezza dalle parti settentrionali verso il mezzogiorno, e v’è aggiunta la Sicilia, isola così grande, e quasi parte dell’Italia stessa. Nessuno poi ignora che il clima si dice buono o cattivo secondo che v’ha l’eccesso di freddo o di caldo ovvero mezzanità d’amendue; e però anche per questo è di necessità che il paese ora denominato Italia; trovandosi collocato nel mezzo di questi eccessi, in tutta la sua grande lunghezza, abbia un buon clima e sotto moltissimi rispetti felice. E questa avviene all'Italia anche per un’altra cagione: perciocchè distendendosi per tutta la sua lunghezza i monti Apennini con pianure e con colli fruttiferi dall’uno e dall’altro lato, non v’ha parte alcuna d’Italia la quale non partecipi dei vantaggi che danno i monti e di quelli che vengono dalla pianura. A tutto questo s’aggiunga la grandezza e la moltitudine dei fiumi e dei laghi, e le fontane di acque calde e fredde che vi si trovano in più luoghi apparecchiate in servigio della buona salute. Nè sarebbe possibile a dire tutto ciò che dovrebbesi intorno all’abbondanza dei metalli d’ogni maniera, e delle cose opportune a nutrire gli uomini ed il bestiame; e così nè anche intorno all’eccellenza delle sue produsioni. Oltrechè per trovarsi l’Italia in mezzo alle più grandi nazioni1 pare, guardando alla prevalente sna estensione e forza, che la

  1. Il testo aggiunge:[testo greco], cioè: In mezzo fra l’Ellade e le parti migliori dell’Asia. Ma queste parale pajono un’interpolazione.