Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/197

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

libro settimo 189

detta poc’anzi. Ma i Nomadi vissuti prima de’ nostri tempi, e quelli principalmente vicini ai tempi di Omero furono quali esso ce li ha descritti, e tali eran tenuti dagli Elleni. Veggasi in prova quello ch’Erodoto dice di quel re degli Sciti contro cui Dario portò la guerra, e la risposta ch’ei diede ai legati persiani1: e veggasi anche quello che dice Crisippo intorno a Leucone re del Bosforo. Oltre di che alcune lettere di Persiani a noi pervenute sono piene di quella semplicità della quale ho fatta menzione, e così anche i monumenti che ci rimangono degli Egizii, dei Babilonesi e degl’Indiani. Di qui poi è venuto che Anacarsi ed Abari ed alcuni altri a loro somiglianti acquistassero grande riputazione presso gli Elleni, perchè fecero mostra di un certo loro carattere nazionale facile, semplice e giusto. - Ma qual bisogno v’ha mai di citare gli antichi? Alessandro di Filippo nella sua spedizione contro i Traci abitanti al di là dell’Emo essendo entrato nel paese dei Triballi, vide che si stendevano fino all’Istro, e fino all’isola Peuce di quel fiume, e che la riva opposta era occupata dai Geti: e volendo condursi tra loro, non potè approdare all’isola per mancanza di navi, e perchè Sirmo re dei Triballi riparatosi in quella ne lo teneva lontano. Però essendo invece passato fra i Geti prese la loro città; ma subito poi si condusse di nuovo al proprio paese con doni avuti da quelle genti ed anche da parte di Sirmo. E Tolomeo figliuolo di Lago dice che in quella spedizione i Celti abitanti lungo il

  1. Erod., lib. iv, c. 127.