Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/206

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198 della geografia di strabone

fra l’Istro ed il Boristene, comprende primamente il deserto dei Geti già detto, poi i Tirigeti, dopo i quali vengono i Jazigi Sarmati e quelli detti Basilii e gli Urgi, che per la maggior parte son nomadi, e sol pochi danno opera all’agricoltura: e dicono che costoro abitarono spesso lungo tutte e due le rive dell’Istro. Dentro terra poi sono i Bastarni confinanti coi Tirigeti e coi Germani, di schiatta quasi germanica anch’essi, e divisi in parecchie tribù. Alcuni di costoro diconsi Atmoni, alcuni Sidonii; quelli che occupano l’isola Peuce nell’Istro chiamansi Peucini: Rossolani i più settentrionali che tengono le pianure fra il Tanai1 ed il Boristene. Perciocchè tutto quanto ci è conosciuto dalla Germania sino al mar Caspio verso il settentrione, è tutto pianura. Se poi al di là dei Rossolani si trovino abitanti non lo sappiamo. I Rossolani combatterono contro i generali di Mitridate Eupatore, sotto la scorta di Tasio, quando vennero per recare soccorso a Palaco figliuolo di Sciluro, e si mostrarono gente bellicosa: se non che a petto di una falange ordinata e bene in armi, ogni barbara moltitudine è debole; massimamente poi di costoro che s’armano alla leggiera. Que’ Rossolani pertanto, sebbene fossero cinquanta mila, non tennero fronte a sei mila ordinati e condotti da Diofante generale di Mitridate, ma furono uccisi quasi tutti. Costoro portano elmi e corazze fatte di cuoio, e scudi di vimini coperti anch’essi di cuoio: e per offendere hanno lance, spade ed archi. Lo stesso

  1. Il Don ed il Dnieper.