Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/233

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libro settimo 225

a Salmidesso, spiaggia deserta e sassosa; senza porti e molto battuta dai venti boreali, che per circa settecento stadii si estende fino alle Cianee, e se qualcuno vi è gettato, gli Astii nazione di Tracia stanziata al di sopra di quella spiaggia, lo spogliano. Le Cianee poi sono due isolette presso alla bocca del Ponto, l’una delle quali appartiene all’Europa, l’altra all’Asia, e sono disgiunte da uno stretto di circa venti stadii: e altrettanto sono lontane l’una dal tempio di Bisanzio, l’altra dal tempio de’ Calcedonii ch’è nel punto dove la bocca dell’Eussino è più angusta. Perciocchè procedendo ancora dieci stadii trovasi un capo che riduce a soli cinque stadii lo stretto, poscia il mare si allarga assai più e comincia a formar la Propontide1.

Da quel capo che angustia lo stretto a soli cinque stadii andando al così detto Porto del Fico sono trecento e venti stadii, e di quivi al Ceras di Bisanzio, cinque. Ed è il Ceras un golfo congiunto col muro di Bisanzio ed esteso circa sessanta stadii verso occidente, somigliante nella figura al corno di un cervo, perciocchè si divide in parecchi seni quasi come in altrettanti rami, nei quali poi entrando le pelamidi2 prendonsi facilmente, sì per la quantità di que’ pesci, e sì per la forza della corrente che le sospinge, come anche per essere quei seni cotanto stretti che i pesci si possono pigliar colle mani. Questo animale si genera negli stagni della Meotide, e quando s’è invigorito alcun

  1. Il Mare di Marmara.
  2. Pesce somigliante al tonno, se non che n’è più piccolo.
Strabone, tom. III. 15