Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/234

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226 della geografia di strabone

poco, esce a frotte dalla bocca di quella palude, e lungo la costa asiatica se ne va fino a Trapezunte ed a Farnacia1, e quivi poi ha luogo la prima pescagione; ma non è di molto rilievo, giacchè fino a quel tempo le pelamidi non sono ancora venute alla grossezza loro conveniente. Procedono quindi fino a Sinope, dove trovansi adatte ad essere prese, e tenute nella salamoja. Quando poi sono giunte alle Cianee e se le hanno anche lasciate addietro, una pietra bianca la quale dal lido Calcedonico si spinge addentro nel mare le spaventa per modo, che in un subito si voltano verso la riva opposta: dove strascinate dalla corrente, per essere que’ luoghi disposti in modo, che la corrente del mare trae a Bisanzio ed al golfo Ceras, vengono trasportate in quest’ultimo somministrando così ai Bizantini ed al popolo romano un ragguardevol provento. Ma i Calcedonii che pur hanno stanza ivi presso lungo la riva opposta, non partecipano di cotesto vantaggio, perchè le pelamidi non si avvicinano punto ai loro porti. Dicono pertanto che Apollo a coloro i quali volevan fondare Bisanzio dopo che i Megaresi avevano già fondata Calcedonia, e però consultarono il Dio affinchè indicasse loro il luogo opportuno, rispose: Rimpetto ai ciechi; chiamando ciechi i Calcedonii, perchè essendo stati i primi a navigare in que’ luoghi, negligentarono di occupare una spiaggia fornita di tanta ricchezza, e s’impadronirono invece della più sterile.

  1. Trebisonda e Keresona.