Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/241

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libro settimo 233

loo, il Cretese ed il Libico coi seni che incontransi fino al mar di Sicilia; il quale poi forma anch’esso i seni d’Ambracia, di Corinto e di Crissa.

Le nazioni dell’Epiro dice Teopompo che sono quattordici: e che le più celebri fra queste sono i Caoni e i Molossi; perchè una volta dominarono tulio l’Epiro, prima i Caoni, e poi Molossi; i quali crebbero anche in vie maggiore possanza per la stirpe dei loro re ch’erano degli Eacidi, ed anche per trovarsi fra loro l’oracolo antico e celeberrimo di Dodona. I Caoni pertanto e i Tesprozii e i Cassopei, i quali seguitano ad essi immediatamente e sono essi pure Tesprozii, abitano la spiaggia marittima dai monti Cerauni fino al golfo d1 Ambracia, occupando un fertile paese: e la navigazione, a cominciar dai Caoni andando verso l’oriente e verso i golfi d’Ambracia e di Corinto (sicché abbiansi a destra il mare Ausonio, ed a sinistra l’Epiro) è di mille e trecento stadii, dai monti Cerauni al golfo d’Ambracia, come già si è detto. In questo intervallo è Panormo, porto capace in mezzo ai monti Cerauni; poscia Onchesmo ch’è un altro porto a cui sta di rimpetto l’estremità occidentale di Corcira; poi un altro portò ancora, nominato Cassiope, a mille e settecento stadii da Breotesio. Altrettanti ve n’ha dall’altro promontorio chiamato Falacro e più occidentale di Cassiope fino a Taranto.

Dopo Onchesmo stanno Posidio e Butroto situato alla bocca del porto detto Pelode sopra una specie di penisola con coloni romani; poi vengono le Sibote, le quali sono isolette poco distanti dall’Epiro e situate rimpetto alla punta orientale di Corcira detta Leucimne. In quel