Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/257

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libro settimo 249

zionato da Omero1 raccontasi che fosse nativo della Peonia nella Macedonia: perciocchè i Peoni chiamaronsi Pelagonii».

«La città di Filippi anticamente si chiamò Crenide ».

«I Singii, schiatta di Traci, abitarono l’isola di Lemno; d’onde Omero chiama Singii gli abitanti dell’isola stessa, in quel verso: Ivi i Sinzii, ecc.2».

«Dopo il fiumi Nesto verso le parti d’Oriente è la città di Abdera, detta così da un certo Abdero che fu divorato dai cavalli di Diomede; ed ivi presso è Dicea, al di sopra della quale sta un gran lago detto Bistonide; poi la città di Maronea».

«Quel fiume della Tracia che ora chiamasi Rigina diceviasi una volta Ergino».

» Iasione e Dardano fratelli abitarono la Samotracia: ma essendo poi fulminato Iasione pel delitto commesso contro Cerere, Dardano esulando dalla Samotracia venne ad abitare alla radice dell'Ida una città ch’egli chiamò Dardania; e insegnò ai Troiani i misterj di Samotracia. Quest’ultima città da prima chiamavasi Samo».

«Il Chersoneso di Tracia forma tre mari, cioè la Propontide al settentrione, l’Ellesponto al levante, e al mezzogiorno il golfo Melas (Mero), nel quale mette foce un fiume che porta lo stessso nome del golfo».

  1. Il., lib. xxi, v. 240.
  2. È il verso 503 del Lib. 1, dove Vulcano racconta com’esso, caduto dal cielo in Samo, fosse raccolto dai Sinzii.