Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/43

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

libro quinto 35

quattro coorti, dopo avere sostenuto un assedio di due anni, finalmente n’uscirono sotto la fede di un trattato.

Poplonio è fondata sopra un promontorio molto elevato1 che discende a precipizio nel mare nel quale entra a modo di penisola. Anche questa città ne’ tempi già detti sostenne un assedio: ora essa è intieramente deserta, fuor solo i tempj ed alcune poche case. Un po’ meglio popolata è la stazione delle navi ch’è alla radice del monte con un picciolo porto e con luoghi da raccogliervisi i legni. Per questo a me pare che Poplonio sola fra le antiche città Tirrenie fosse fabbricata proprio sulle rive del mare: mentre, per essere in tutto il restante la spiaggia importuosa, i fondatori delle città fuggirono sempre il mare, od almeno mettevano loro dinanzi dei baluardi, acciocchè non fossero quasi una preda apparecchiata per chiunque navigasse a quella volta. Nella parte poi più elevata del promontorio su cui Poplonio è fondata avvi una vedetta d’onde stanno spiando l’avvicinarsi dei tonni2. E si vede dalla città in lontananza ed a stento la Sardegna; più da vicino Cirno3, la quale è distante dalla Sardegna circa sessanta stadii. Molto più di queste due isole è vicina al continente l’Etalia4, siccome quella che n’è disgiunta soltanto lo spazio di duecento stadii, e

  1. Ora Capo di Campana.
  2. Θυννοσκοπεῖον.
  3. La Corsica.
  4. L’isola d’Elba.