Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/44

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36 della geografia di strabone

altrettanto poi è lontana da Cirno. Poplonio pertanto è luogo acconcissimo a imbarcarsi per alla volta di qualcuna delle predette tre isole: e noi stessi navigando a Poplonio le abbiamo vedute, insieme con alcune miniere di que’ dintorni ora deserte. Vedemmo inoltre coloro i quali attendono a lavorare il ferro che portasi fuori da Etalia: perocchè non è possibile ridurlo in verghe nelle fornaci dell’isola, ma tosto come è scavato trasportasi nel continente. Oltre a questa particolarità quell’isola n’ha anche un’altra, che gli scavi fatti por trarne i metalli si riempiono col tempo di per sè stessi, come raccontasi delle platamone di Rodi, delle cave di marmo in Paro, e di quelle del sale nell’India, delle quali parla Clitarco.

Non ha dunque ragione Eratostene quando afferma che dal continente non veggonsi nè Cirno, nè la Sardegna: e nemmanco Artemidoro il quale dice che tutte due queste isole sono addentro nel mare mille e due cento stadii. Perocchè a qualcun altro forse, ma non a me per certo sarebbero state visibili in tanta distanza così pienamente come le ho pur vedute, massime Cirno.

Avvi in Etalia1 un porto denominato Argoo, dicono, dalla nave Argo: perocchè è fama che navigasse a quel luogo Giasone cercando l’abitazione di Circe per soddisfare a Medea desiderosa di veder quella Dea; e affermano che delle gocce d’olio cadute sul suolo men-

  1. Cioè nell’Isola d’Elba. Il porto di cui qui fa menzione dicesi ora Porto-Ferrajo.