Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/50

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42 della geografia di strabone

c’ha il nome a comune con una divinità di quel luogo, grandemente onorata dagli abitanti circonvicini, e della quale avvi colà un tempio dove le suol esser renduto un mirabile culto. Perocchè alcuni invasati da quella Dea attraversano a piedi nudi un ampio letto di cenere calda e di ardenti carboni, senza rimanerne offesi; e vi concorre gran numero d’uomini, così per la fiera che vi si celebra ogni anno, come per lo spettacolo or ora detto.

La città più dentro terra e verso i monti è Arezzo a mille e due cento stadii da Roma. Clusio1 poi è distante da Roma ottocento stadii: e Perugia è vicina ad Arezzo ed a Clusio. Contribuiscono alla felicità di quel paese i laghi grandi e molti che vi sono; siccome quelli che son navigabili, e nutrono gran quantità di pesci e di uccelli palustri: ed oltre a ciò gran copia di tife, papiro e antela2 viene portata a Roma dai fiumi che uscendo di questi laghi vanno a sboccare nel Tevere. Tali sono il lago Ciminio3, quei di Volsinio e di Clu-

  1. Chiusi.
  2. Non trovasi una sicura dichiarazione di queste tre produzioni marine.
  3. Ora Lago di Vico o Ronciglione. Il lago Volsinio poi è quello di Bolsena; e sotto il nome di lago di Clusio non può intendersi se non la marea vicina a Chiusi, attraversata dalla Chiana che si perde nel Tevere presso Orvieto. È uopo notare però che il nome di lago dato a questa marea è improprio, sicchè alcuni vollero intendere qui il Trasimeno; e che dal lago di Bolsena esce bensì il fiume detto la Marta, ma invece di sboccare nel Tevere va al mare direttamente. (Edit. franc.)