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Burocrazia e fisco a Napoli tra XV e XVI secolo


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«Terre, Famiglie, e Chiese del Regno; e per questa fatica fu fatto Presidente di Camera.Questo libro dopo, unitamente, con un altro, intitolato anco Repertorio di Antonio Squillante similmente Procurator Fiscale, sopra de’ Feudi, furon pigliati dallo Spettabile Regente, e Luogotenente di Camera, Garzia, che poco dopo passò all’altra vita 141 ; e vendendosi la sua libraria, v’andarono detti due libri, con grande interesse del Regio Fisco, e del Publico 15.2»

La piena congruenza tra il Repertorio del Nasturzio e il Repertorium Alphabetìcum nelle materie trattate e nelle serie archivistiche utilizzate potrebbe indurre a ritenere che si tratti proprio dello stesso manoscritto. Certo, vi è una sfasatura cronologica di due anni (1543/1545) tra i due registri, ma essa potrebbe esser ricondotta alla labilità di una datazione affidata alla memoria, a una svista del Toppi o addirittura a un refuso tipografico 163. Altri elementi inducono tuttavia a una diversa valutazione. Il numero di registri direttamente menzionati nel Repertorium è inferiore ai milleduecento che il Nasturzio avrebbe utilizzato 174; inoltre il Toppi, ventitre anni prima, trascrivendo in un’altra sua opera 185 proprio dal Repertorio non ancora disperso del Nasturzio, riferiva:

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«Die 6. Octobris 1541 reperita lictera Regiae Camerae cum inserto tenore licterarum Sacrae Cesareae Maiestatis, et Excellentissimi D. Proregis, quae dirigitur sigillatoribus Regij sigilli, quod non signent privilegia, assensus, nec rerum feudalium investituras nisi prius ipsis constiterit illas registratas fuisse in Quinternionibus Regiae Camerae, sub poena privationis officiorum in Curiae 36, fai. 147, relata per Praesidentem Petrum Nasturtium in suo Repertorio m.s. osservato in Magno Archivio Regiae Camerae, fai. 51 at,»

e di tale notazione non vi è traccia nel Repertorium, né al foglio indicato né ad altri.

  1. Si tratta di Gerolamo Garcia de Benavarre y Prado che, già reggente del Collaterale, successe, nel luglio 1653, a Diego de Uzeda nella carica di luogotenente della Sommaria; fu poi sostituito da Gaspare De Sobremonte y Villalobos nel 1655; cfr. Intorcia, Magistrature, p. 237. Sulle difficoltà addotte dal Garcia e sulla sua scarsa disponibilità ad assumere la carica di luogotenente della Sommaria, considerata di minor importanza rispetto a quella di reggente del Collaterale, cfr. Rovito, Respublica, p. 46, n. 83. Nel 1656 era ancora in vita ed ancora reggente del Collaterale, cfr. ibidem, p. 263, n. 87.
  2. Toppi, Biblioteca, p. 366, ma erroneamente numerata 356. Nel Repertorium il Nasturzio è ricordato come Masturzo, cfr. ce. 237U-238. Di lui si parla ripetutamente nel commento ai Ritus della Regia Camera della Sommaria di Goffredo di Gaeta (pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1689); e precisamente alle pp. 427, 404 e 386; in quest’ultima si legge a sottolinearne evidentemente l’enorme prestigio raggiunto che dal momento che era proprio lui «sententiam rogatus dicere», convennero «omnes domini de Camera».
  3. Del resto Capasso, Le fonti, a p. 208, n. 2, pur citando il Toppi, riporta l’erronea datazione del Repertorio del Nasturzio al 1553. Che il Capasso, benché proprietario del Repertorium Alphabetìcum, non ne faccia qui menzione, potrebbe esser spiegato con la circostanza che egli venne in possesso del ms. solo in seguito; la stampa de Le fonti curata direttamente dal Capasso risaliva infatti a più di venticinque anni prima.
  4. Cfr. il Prospetto dei registri citati nel Repertorium infra, alle pp. 142-158.
  5. De origine, I, p. 44.

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