Pagina:Delle cinque piaghe della Santa Chiesa (Rosmini).djvu/28

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que’ ministri subordinati erano inferiori in dignità e in autorità ai principi della Chiesa. Queste opere non poterono avere l’impronta della originalità; esse furono de’ Compendî o Somme, nelle quali con ordine scientifico si registravano le cristiane dottrine; compendî per altro lato richiesti dal bisogno di facilitare l’acquisto della ecclesiastica tradizione, i cui monumenti di secolo in secolo immensamente accresciuti, ne rendevano troppo vasto lo studio; e questi compendî costituirono l’era della Teologia scolastica, che propriamente può dirsi l’opera caratteristica del magisterio presbiterale; dei quali compendî, il primo, e che valse per la sua celebrità a segnare il cominciamento dell’era, è quello che compilò nel secolo xii il Maestro delle Sentenze, cioè Pietro Lombardo. Ottimo pensiero l’epitomare la dottrina sparsa negl’immensi monumenti della ecclesiastica tradizione. In questi le cose stesse si ripetono necessariamente le mille volte, e quindi la fatica pure dello studiante s’immila. Ma la cristiana dottrina non si abbreviò solo in que’ compendî per dirvi una volta ciò che in tanti monumenti trovavasi infinite volte ripetuto, cosa commendabile; ma la si abbreviò ancora in un’altra maniera, cioè abbandonando interamente tutto ciò che spettava al cuore1 e alle altre facoltà umane, curandosi di soddisfare solo alla mente. Quindi questi nuovi libri non parlarono più oggimai all’uomo come gli antichi; parlarono ad una parte dell’uomo, ad una facoltà sola, che non è mai l’uomo: e le scuole acquistarono così quel carattere angustioso e ristretto che formò degli scolari una classe separata dal restante degli uomini, a cui quelli abbandonarono il senso comune per attenersi a de’ sottili ragionamenti. Tale effetto era naturale. Il formare un discorso pieno, persuasivo, che si rivolge all’uomo intero, stava nel carattere del Vescovo, che non è semplicemente istruttore, ma è padre2 e pastore, a cui è data la missione non pure di mostrare la verità, ma di farla amare altresì, e di salvar l’uomo per la verità. Il prete non può tanto, e sente di non esser di ciò incaricato: quindi ristringesi a porre freddamente il vero sotto gli occhi de’ discepoli, i quali ragionano con esso lui quasi eguali con eguale3: e il suo metodo è scientifico, cioè non ha relazione alla persuasione che esige una disposizione varia, ma all’ordine oggettivo delle dottrine che è assoluto e invariabile; il che pure scema la pienezza del dire; e introduce quell’elemento di razionalismo che nel secolo xvi si sviluppò pienamente nel protestantismo4, nel quale la scienza sacra e la religione del Cristo uscirono del tutto dal Clero e rimasero, per così dire, intieramente secolarizzate.

  1. S. Bernardo, S. Bonaventura e qualche altro, sono ingegni di eccezione: essi scrivono colla dignità de’ primi Padri.
  2. Clemente Alessandrino dice: «Noi chiamiamo Padri quelli che ci hanno catechizzati. — Figlio poi è colui che viene erudito, qualora operi a tenore di ciò che gli insegna quegli che lo erudisce; e in questo senso la Scrittura dice: «Figliuolo, non ti dimenticare delle mie prescrizioni.» (Prov. iii) Strom. 1.
  3. Quest’è anche la ragione per la quale i dottori di questi secoli nella filosofia seguirono Aristotile, quando quelli de’ primi sej secoli avevano più simpatia per Platone.
  4. Il protestantismo, che oggidì ha rinunziato alla rivelazione per tenersi alla pura ragione, cioè alla ragione sistematica che non è ragione: e l’estremo e compiuto sviluppamento di quell’elemento nazionalistico, che fu seminato dagli Scolastici nella sacra dottrina. Non si creda che presso i Cattolici, cioè presso quella parte di mondo cristiano che non ebbe il coraggio di seguire lo sviluppo di questo elemento fino al suo ultimo termine, che è l’uscir della Chiesa e della rivelazione stessa, sia stato ozioso quest’elemento di razionale dominazione, nè abbia recato veruno effetto atto ad essere da noi qui mostrato e riconosciuto per legittima prole di tal padre. È facile l’accorgersi che, in quanto alla dottrina dogmatica, effetto di lui furono le disputazioni che divisero le scuole cattoliche, massime intorno la grazia, e che divennero irreconciliabili: in quanto al diritto civile e canonico, furono suo effetto le cavillazioni tante che in parte tolsero il vigore alle leggi più salutari; e in quanto alla morale, l’effetto non fu dissimile, perocchè vi cagionò tutto ciò che fu detto e fatto