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DELLE CINQUE PIAGHE


DELLA SANTA CHIESA



Delle cinque piaghe della Santa Chiesa (Rosmini) TO2.jpg





CAPITOLO I.

Della piaga della mano sinistra della santa Chiesa, che è la divisione del popolo dal Clero nel pubblico culto1.


5. L’autore del Vangelo è l’Autore dell’uomo. Gesù Cristo venne a salvare tutto l’uomo (Ioan. vii, 23), essere misto di corpo e di spirito. La legge della grazia e dell’amore dovea dunque entrare e impossessarsi, per cosi dire, sì della parte spirituale, come della parte corporea della natura umana; dovea perciò presentarsi al mondo cotale, che ottener potesse questo fine, e, per così dire, dovea esser mista anch’essa, parte componendosi d’idee, parte di azioni, e colla sua parola imperante a un tempo e vivificatrice rivolgendosi alla intelligenza non meno che al sentimento; acciocchè tutto quanto v’avea d’umano, e le ossa aride stesse potessero sentire la volontà del loro Creatore, ed esserne vivificate.

6. Nè bastava ancora che il Vangelo penetrasse tutto l’uomo come individuo. Essendo la buona novella indirizzata a salvare l’umanità intera, non pure dovea agire sugli elementi della natura umana, ma dovea accompagnare colla sua azione divina questa natura senza mai abbandonarla in tutti i suoi sviluppamenti, e sorreggerla in tutti quegli stati suoi successivi, pe’ quali sarebbe passata, acciocchè il suo peso o gravitazione verso il male non la precipitasse alla distruzione, ma presiedesse al suo moto una legge benefica di progressivo perfezionamento; dovea in somma la buona novella mescolarsi e svolgersi di pari passo cogli umani individui, e con questi passare nelle associazioni ch’essi formano; dovea allora rigenerare e salvare ogni società di uomini, la famiglia, la nazione, l’intero umano consorzio dopo aver salvato l’uomo; dovea impor leggi salutifere a tutte queste aggregazioni, e dominarle in nome del Dio pacifico; perocchè le società sono l’opera dell’uomo; e quella legge divina che domina e signoreggia l’uomo, è natural signora e dominatrice altresì delle opere sue.

  1. Non s’intende qui per «divisione» una separazione di comunione e di spirito, chè questa non può mancare mai nella Chiesa di Gesù Cristo; ma l’autore intende per «divisione» solo la mancanza di quella maggior unione attuale, che nasce fra il clero e il popolo, quando questo intende pienamente i riti e le preghiere che quello fa e recita nelle sacre funzioni.