Pagina:Delle cinque piaghe della Santa Chiesa (Rosmini).djvu/9

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zione spegne tutta la propria attività e si riposa nel vizio conosciuto. Tanto più, che nella vita di que’ nuovi inviati appariva un ordine di virtù straniero all’umanità, perchè soprannaturale: e le virtù soprannaturali, non che conoscere, ma nè pure si potevano giustificare, se non mediante una sapienza che cominciava dal dichiarare insania quanto il senno umano credea fino allora di possedere di più incontrastabile, di più vantaggioso, e di cui più applaudiva a sè stesso.

9. Le dottrine evangeliche adunque non poteano esser rese possenti ed efficaci fino a dover penetrare e signoreggiare l’umanità nei suoi principii e nel suo sviluppamento, nè da’ miracoli stupendi, nè dagli esempii virtuosi di che venivano accompagnate; imperocchè quelli non avevano virtù che di mostrare la verità delle praticate teorie, per sè stesse sterili e inefficaci, e il pregio di questi non si poteva estimare, nè si voleva, da uomini sommersi nel vizio, o al più al più si ammirava dai pochi, vanamente ed in parte, siccome prodigî di esseri straordinarii, non possibili ad imitarsi dal comune de’ mortali. Ond’era dunque quella secreta virtù dalla quale avveniva che le parole apostoliche fossero più che mere parole, e perciò tanto si allontanassero da quelle de’ maestri dell’umana sapienza? Onde derivava quella forza salvificatrice, che assaliva l’uomo fino dentro al recinto ultimo dell’anima, e ivi trionfava di lui? Quali opere singolari aggiungevan gli Apostoli per salvar tutto l’uomo, la parte intellettiva e la parte effettiva, e sommettere tutto il mondo ad una Croce?

Per conoscere queste opere, di cui ebbero comandamento di accompagnare il suono della loro voce i Mandati dal Cristo, conviene richiamare il testo della missione che ricevettero. Che disse loro Gesù Cristo? «Andando, ammaestrate tutte le genti, battezzandole nel nome del Padre, e del Figliuolo, e dello Spirito Santo (Matt. xxviii, 19)». Nessun savio umano avea parlato giammai in questa maniera a’ suoi discepoli. In somigliante precetto è determinato ciò che gli Apostoli dovevano fare si relativamente alla parte passiva dell’uomo, come relativamente all’attività di cui egli è fornito. Poichè rispetto all’intelligenza, che è passiva in quanto ha per ufficio di ricevere la verità, veniva detto «ammaestrate tutte le genti,» e contemporaneamente era comandato di rigenerare la volontà, in cui tutta l’attività umana, anzi tutto l’uomo si contiene, dicendosi «battezzandole nel nome del Padre, e del Figliuolo, e dello Spirito Santo»; instituendo così un Sacramento, che è la porta di tutti gli altri, nel quale una occulta virtù ricreatrice del Dio uno e trino dovea operare il rinnovellamento della terra, il risuscitamento della già estinta nel peccato ed eternamente perduta umanità.

10. Furono adunque i Sacramenti, e fra essi il massimo, cioè il Sacramento che nasce dal sacrificio dell’Agnello, il quale avea detto prima di morire in cibandoli delle proprie carni: «Fate questo in mia commemorazione (Luc. xx, 19 — 1 Cor. xi, 24, 25)» que’ riti misteriosi, quelle opere potenti, onde gli Apostoli riformarono il mondo intero. Erano anch’essi questi Sacramenti altrettante parole, cioè segni, ma di quelle parole che non avevano avuto le scuole de’ savii di Grecia: erano le parole, ma di quelle che non ferivano solo gli orecchi materiali, nè solo erudivano l’intelligenza, ma che rivelavano al cuore riavvivato dell’uomo la immortale bellezza della verità, i reali premii della virtù, e che svelavano Dio al sentimento, il Dio nascostosi per non essere contaminato dal tocco dell’impura umanità: eran parole finalmente e segni, ma parole e segni di Dio, parole che creavano un’anima nuova dentro l’antica, una nuova vita, de’ nuovi cieli ed una nuova terra. In somma, ciò che gli Apostoli aggiunsero alla loro predicazione, fu il culto cattolico, che nel Sacrificio, ne’ Sacramenti e nelle preghiere annesse principalmente consiste.

Rosmini - Cinque Piaghe.2