Pagina:Delle istorie di Erodoto (Tomo III).djvu/165

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poi l’accordo fu rotto; e la magi/ior parte di loro non seppe più aeeonciarsi alla politica e ai maneggi degli Alevadi. Talmcnteché, quando appresero che il re di Persia stava per passare in Europa, mandarono tosto anch’essi i loro messaggeri all’Istmo, dote contennero i deputati di tutte le comunità elleniche più devote alla tatua comune. Dalle quali parole risulta massimamente, at determinali e sì chiara, l’importaDtissima distinzione fra ì sudditi dì Larissa e gli altri Tessali, semplici alleati degli Alevadi, Alleati perù dipeadenti, sospettati, oppressati; e che quindi (secondo raccontaci il Noilro nel luogo surriferitoj alla prima occasione propizia vollero romp«fe il giogo; né altra occasione più propizia del Congresso ellenico (oll’Utmo certamente poteva darsi. Osacrvaremo poi, in ultimo, che se gli alleati Tessali ebbero, a un dato momento, il modo di praticare ana politica affatto opposta a quella dello Stato dominante, ciò fu tenia dubbio in grazia di quel tanto di indipendenza basata su ordini prt,pri, che i singoli popoli tessalici, anche a petto della supremazia di Laritsa e degli Alevadi, sempre avevano conservato.

-V. 2, <£TiXdaeti ■»àp ÙTiò ’lintdpxou toO TTeioioTpdTou 6 ’OvondKpiTo<; t- ’Aenv^uiv (§ 6).

Dappoiché questo Onomacrito era slato antecedentemente bandito da Atene per opera di Ipparco, figlio di Pisistrato.

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L’Onomacrito, di cui qui parla Erodoto, rappresentandocelo spedtlmeote nelle sue qualità fatidiche e auruspicali, è generalmente teoato per qu;,l medesimo Onomacrito che, insieme con altri tre poeti del tempo, aintò efficacemente Pisistrato nella grande opera di ricottitniione e di riordinamento dei poemi omerici. Piacendosi egli eziandio (come dicono) di innestarci in mezzo dei versi propri, nello stesso modo che si piaceva d’interpolare de’ vaticini propri fra i vaticini di

inseo. Siccome però fra la gita di Ouomacrito a Susa e la morte di latrato corse uno spazio di quarantadue anni, cioè dal 527 al 485 1. C., sorge naturale il dubbio, come mai ad un uomo che (vivente Pisistrato/ doveva essere ancor tanto giovane, potesse addossarsi verosimilmente un incarico di tanta importanza e di tanta mole, quale «ra la ricostituzione e il riordinamento dei poemi omerici. Per lo cbo alenili si risolvono per attribuire non al solo Pisistrato, ma anche ad Ipp’rco (col quale appunto vediamo dal passo erodoteo che Onomacrito ebbe moltissima iulnusìchezza); e ai Pisistratidi generalmente; quella de impresa letteraria, che i secoli ci tramandarono come congiunta nome del primo tiranno d’Atene.

E sì vuole anche che rOuotnacrito di cui parliamo, poela e magico iosieme, fosse un buon continuatore di Arìone nella coltivazione del Ditirambo, e nbbia preceduto Pindaro nel ritrovamento dei metri eolici; Imo accetto ed accarezzato, al pari di Simonide e dì Anacreonte, nella corte elegante e letterata dei Pisistratidi.