Pagina:Delle istorie di Erodoto (Tomo III).djvu/166

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54N. 3. lii^i Tùp £lr|v tu Aapciou toO TaTdancoi;, toO ’ApadMe<K...^ TOO ’Axainévfo? TPfovilx; (§ 11).

Imperocché tran sarei più Dario, discendente cTlMtatpe, di Arsame, di Ariaramne, di Teiipe, di Ciro, di Cambile, di Teitpe, Achemene.

I

In aegaito specialmente dalla famosa e importantissima scoperti dell’iscrizione Bisutuna, da una parte ebbe riprova e dall’altra eoa’ fotazione la genealogia di Daino, secondo il teato erodoteo 8urri/«rit«. Essendo in esso compiuto e cronologicamente esattissimo l’elenco degli ascendenti di Dario; ma confondendocisi la linea primogenita eoUi linea secondogenita degli Achemenidi per l’intromissione scorretta di Cambise e di Ciro; e ai accrasce anche maggiormente il garbuglio per la duplicazione del nome Teispe, notato nel primo luogo come uà figlio di Ciro, contro ogai tradizione e ogni documento conoscioto. Quando invece il vero è: che di Teispe non ce ne fu che uno solo, eiot il figlio di Achemene, primogenitore comune, insieme con Achema di Cambise, Ciro, CambiS’- (ramo primogenito); e ài Ariaramne,! lame, Istaspe, Dario (ramo secondogenito). Se poi gli errori cheì riscontrano nella genealogia di Dario, secondo Erodoto, debbano ascriversi proprio a lui o non piuttosto a equivoco d’amanuensi; seseM deve dare la colpa ad inesatto notizie, ovvero a documenti male inb e confusamente considerati, ò cosa impossibile il definirlo.

N. 4. napEòv fàp, nibiva móvov Xa^óvrac;, tòv IdOuòv rài; hmpiiaai. ... iXaOTpeun^va? (§ 24).

Perchè, potendosi con nessuna fatica trasportare le nnvi da parte dell’istmo (del monte Ato) all’altra, egli (Serse) tolle eiow dimeno scavarlo ed aprirlo al libero ingresso del nuore; faeeni di tal larghetta da potervi passare comodamente due triremt H fronte a sforso di remi.

Si è disputato, e si disputa ancora fra gli eruditi, intorno alla «■ tìUl della narrazione orodotea sullo scavamento dell’istmo del moni’ Ato, ordinato ed eseguito da Serse. Parendo ad alcuni che quanto, , recita io questo riguardo dal nostro Storico, sia chiai-amente e vitto’ riosamente annullato dal fatto, che il monte Ato rosta pur tempt’ congiunto mediante il suo istmo colla terraferma. La quale argomW’ tazione peraltro perderebbe molto del suo apparente valore, se il teop" e gli studi venissero a confermare lo osservazioni di quei modem’ viaggiatori, i quali, nell’istmo del monte Ato, hanno creduto di scor’ gere delle chiare vestigie di un vero e antichissimo scavamento.

N. b. Kol ixépou oÙK èXdooovo? f\ Maidvbpou noranoO, ti|, oùvoci

Tuifxdvci lòv, Kara{tpT\)cTr\(i ùnò AnóXXwvo^ ^icbap^vra àyaKpaiur

oOiVvai (§ 26). 1