Pagina:Delle istorie di Erodoto (Tomo III).djvu/169

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Ir rìttorìe elleoiche di Salamina, di Platea, di Micale; le stesse Cidtfiì doreDtaroDO subito uno dei membri più iniportaati della coofedertzione di Delo.

Ma di ben altra natara appariva la forma di sudditanza stabilita dai Persiani, non solamente noi Greci asiatici, ma anche in quelle In le colonie elleniche, che oltre i confini macedonici si steodeTano per tutta la Tracia; e che furono, prima da Megabazo e poi da Mardooio, ridotte o confermale nella devozione di Dario. Imporeiocchè il litio d’Islieo, tramutato per suo desiderio dalla tirannia di Mileto a quella di Mircìoo sullo Strimone, basterebbe già da se solo (mi paraj a bene edificarci sulla questione; dimostrandoci chiaramente dte le colonie greche della Ti-acia, al pari di quelle dell’Asia Minore, ■ggiaoqoero col dominio pei-siano a una vera trasformazione politica ■adiaate l’intromissione di magistrati scelti e imposti dal vincitore, 0, come li chiamavano, di tiranni. La quale forma di sudditanza fu poi, probabilmente, sempre congiunta, come nella Ionia, coll’ìmposizione di no tributo fìsso e determinato. Ma lungo lo rive europee dell’Egeo, dell ’EUe«ponto, del Bosforo Tracio (senza parlare dell’isola ài Cipro) ci incontriamo anche in diverse stazioni greche occupate un tempo da milizie persiane e a capitani persiani conseguentemente soggette; laddove nello semplici tirannie, il tiranno stesso era sempre un greco. L’occapazione militare di Dorisco per parte dei Persiani rimonta, secondo Erodoto, fino ai tempi dell’impresa scitica di Dario. Quella di Gone sullo Strimone ò difficile a definirò se debba considerarsi piuttoito opera di Megabazo o di Mardonio, quando (l’uno prima e l’altro dopo, come commissari del re di Persia) corsero, guastarono, asBogettarono il paese tracio. Le occupazioni militari persiane, finalmente, di BiMnzio sul Bosforo e dì Sesto nel Chersoneso, se per un verso parrebbe che dovessero riappiccarsi a quella compressione sanguinosa t terribile onde fu soflbcato il generale solleTamento, che, incominciato nella Ionia l’anno 500 a. C, si dilatù irresistibile per tutti i doniÌBi ellenici del re di Persia, dai confini della Caria fino alle foci ddl’Utro; chi sa però che non appartengano più veramente ad un’epoca posteriore, connettendosi piuttosto colla ritirata di Serse e collo .gombero del suo esercito dall’Europa? Avendo voluto probabilmente i P«niani; nonostante il rovescio della foi-tuna; mantenere saldo il piede in alcuni punti forti dell’Ellespouto e del Bosforo di Tracia, sia per prevenire i pencoli di un possibile inseguimento di là dal mare, «Ì8 per conservare come un addentellalo colle perdute proviacie, e quasi come on segno di una non lontana riscossa. In quale maniera però ì Greci, vittoriosi, la finissero con queste ultime ^reliaie del dominio persiano in Europa, la stoi’ia ce lo dice con una liKidilà e una minutezza che non potrebboro desiderarsi maggiori.

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