Pagina:Delle istorie di Erodoto (Tomo III).djvu/237

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25Diceo, allegando il testimonio di Demarato e di altri molti in confermazione delle medesime.

66. Le milizie navali di Serse, posciachè dal porto Tracbinico ebbero osservato lo spettacolo della strage lacedemonica, fecero ritorno all’Estiea, E fermatisi ivi tre pomi. passarono lo stretto di Euripo, e dopo altri tre giorni di navigazione, arrivarono al porto di Falere. Io poi credo di non andare errato, affermando, che i nemici, i quali, per terra e per mare, penetraron nell’Attica, non erano scemati punto di numero ragguagliati a quelli che avevano già approdato a Sepia e si erano raccolti alle Termopile. Imperocché, ai sommersi dalla fortuna di mare; ai caduti nel fatto delle Termopile; ai morti nella «battaglia di Artemisio; io posso contrapporre i seguenti popoli, che fino allora non avevano seguitato il re. ma che in appresso lo seguitarono. Voglio parlare dei Mali, dei Dori, dei Locresi e dei Beoti: i quali ultimi aiutarono con tattele loro forze la causa medica, ad eccezione dei Tespì e Jei Plateesi. Oltre ai Caristl, agli Andrì, ai Tenì e a tutti gli altri insulari, da quelle cinque città in fuori già sopra da me menzionate. Imperocché quanto il re di Persia progrediva più avanti nell’Eliade, d’altrettanto cresceva il numero dei suoi seguaci.

67. Giunti, dunque, che furono tutti questi nelle acque

d’Atene (ad eccezione dei Pari, che si erano fermati a

Qtno per aspettarvi l’esito delle cose); e posciachè gli

altri raggiunsero il porto di Palerò; ivi Serse discese

fino alla spiaggia del mare, al fine di mettersi in

più intima comunicazione coi condottieri navali, e di

esplorarne la mente. E assiso che il re si fu in luogo

Ktcci, ItlOfit Eroitoto, III. ’V^

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