Pagina:Delle istorie di Erodoto (Tomo III).djvu/248

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bile, che t più decli Elleni si misero a remigare all’ itidietro (28), riaccostando così le navi a terra. Il solo’ Aminia di Pallene, cittadino attico, riusci a farsi largo ed assalire una nave nemica. Ma la sua propria nave essendosi implicata nel rostro dell’avversaria, e non potendo più liberarsi; allora fu che gii altri Ateniesi accorsero iu aiuto di Aminia, introducendosi nella mischia. Onde gli Ateniesi dicono, che in questo modo seguisse l’inizio della battaglia. Quando, invece, gli Egineti vorrebbero attribuire alla nave che fu spedita ad Egina a prendere gli Eacidi, le prime avvisaglie. E narrasi inoltre, essere apparsa ai Greci una figura muliebre, che gl’ infervorava al combattimento con voce sì alta e sonora da poter essere udita per tutto il campo ellenico: incominciando dal rampognarli colle seguenti parole: O miserabili, e fino a quando seguirete a remigare a ritroso ì

85. Contro gli Ateniesi erano schierati i Fenici, i quali formavano l’ala occidentale del campo persiano dalla parte di Eleusi; e ai Lacedemoni stavano affronta li Ioni, i quali formavano l’ala orientale del campo persiano dalla parte del Pireo. Alcuni pochi di detti Ioni, conforme alle suggestioni di Temistocle, agirono mollemente: non così il maggior numero. E non istarebbe che in me, se volessi, di citare il nome proprio di parecchi trierarchi ionici, i quali catturarono navi elleniche: ma non voglio. Mi restringerò piuttosto a menzionare Teomestoro 6glio di Audrodamante.e Filaco figlio di Istieo, ambidue Sami; dei quali io credo di dover fare qui uno speciale ricordo: dappoiché Teomestoro fu poi costituito dai Persiani tiranno di Samo, e Filaco fu ornato del titolo di benemerito del re, con un ampio dono di terre per sopraggiunta.