Pagina:Delle istorie di Erodoto (Tomo III).djvu/269

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— 257 ed in Macedonia. Ma da quelle parti Serse aveva anche

lasciato, quando moveva contro la Grecia, il sacro carro

ài Giove, né potette ricuperarlo al ritorno: imperocché i

^Peonì trasmesso l’avevano ad altri Traci. Onde, quando

Hprge loro il richiese, scusandosi, gli risposero: Che le

cavalle erano state rapite, mentre pascevano, dai Traci

y superiori, ossia, da quelli che abitano presso le sorgenti dello Strimene.

116. E nel paese appunto di Tracia, fu commesso allora dal re trace di Bisaltia e di Crestonia un enorme niisfatto. Perchè, avendo egli protestato di non voler più oltre durare nella servitù di Serse, andò a rifugiarsi sulle alture del monte Rodope, e proibì insieme ai suoi figli ^i prendere le armi contro la Grecia. Essi però, disprezzato il precetto paterno, o tirati piuttosto da un desiderio irresistibile di assistere a quella lotta, militarono col re ^ Persia. Ma tornati poi tutti sani e salvi a casa ( che «rane sei ), il padre fece loro cavare gli occhi; ed ebbero tal mercede della loro disobbedienza.

117. I Persiani, dopo avere attraversata la Tracia ed essere pervenuti allo stretto, passarono colla maggiore celerità possibile, sopra tante navi quante abbisognavano, ’Ellesponto, andando ad afferrare la spiaggia di Abido. l^ppoichè i ponti non li trovarono più in istato, ma disordinati e rotti dalla tempesta. E mentre s’indugiavano in Abido; avendo ivi trovati cibi molto più copiosi che pef istrada, se ne riempirono senza discrezione. Per il ^nale disordine, congiunto alla variazione delle acque da l^re, molti altri perirono dell’esercito che restava. I cui nitimi avanzi passarono a Sardi con Serse.

Ricci, Jttoru Erodoto, III. VI