Pagina:Delle istorie di Erodoto (Tomo III).djvu/330

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


^

-318 18. Mentre così parlava Armocide, i cavalieri persiani attorniarono da ogni parte i mille Focesi e li assaltarono fieramente, dirigendo contro essi le punte delle loro saette come per iscagliarte, e scagliandone in effetto non poche. Ma i Focesi, stringendosi insieme e facendo dei loro corpi un solidissimo gruppo, opposero una sì valida resistenza, che gli altri mostraron le spalle e se ne tornarono indietro. Non potrei però affermare con certezza, se i Barbari mossero contro i Focesi proprio col deliberato proposito di disfarli, in seguito alle suggestioni dei Tessali; ma poi veduta la loro valida resistenza, e temendo troppo gravi offese, se ne toroaroDO indietro: ovvero, se tutta quella macchina non ebbe realmente altro fine che di assaggiare il valore e l’intrepidità dei Focesi. Certo è per lo meno, che Mardonio, dopo il ritorno dei suoi cavalli, spedì un proprio messo ai Focesi, il quale disse per lui: Fate animo, o Focesi, dappoiché vi comportaste da forti, e non quali mi eravate stati dipinti. Intraprendete, dunque, con buona volontà questa guerra; e siate certi che né io né il re ci lasceremo vincere dai vostri benefici. Così dunque andò, come l’ ho or ora narrato, il ftitto dei Focesi eoa Mardonio.

’^1

tri

19. I Lacedemoni poi, pervenuti che furono all’Istmo. ci si accamparono; il qual fatto conosciuto dagli altri Peloponnesì, chi per intimo sentimento, e chi per imita-tazione, stimarono cosa vituperevole di rimanersene a casa, mentre quelli movevano per la guerra. Dall’Istoso poi (esplorate le vittime, e cavatone segni di buon augurio) tutti progredirono verso Eleusi: donde (in seguito a nuovi sacrifici, e a nuove e a sempre più propizie divinazioni) i Lacedemoni e Soci andarono oltre, avendo