Pagina:Delle istorie di Erodoto (Tomo III).djvu/394

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382 il primato dei popoli ai Persiani, e a te, o Ciro, il primato su tutti ffli uomini; usciamo fuori una volta da questa terra piccola ed aspra che ci rinserra, e andiamo a cercarne altra migliore; che di migliori ve n’hanno, vicine e lontane. Occupiamone una, e i! nome persiano s:irà subito più riverito nel mondo; oltredichè lo richiede il nostro destino di dominanti, Quale momento poi, a colorire il disegno, potremmo trovare più adattato di questo, in cui tanti popoli ci obbediscono e tutta l’Asia ci è sottoposta? Ma Ciro, udita la proposta e non approvandola menomamente, rispose: Che facessero pure quel che volevano; ma che si disponessero, seguendo i consigli di Artembare. a non essere più un giorno padroni ma servi. Conciossiachè sia legge di natura che in tem molle nascano uomini molli; e non avverarsi giammai che una stessa terra sia buona a produrre ad un tempo magnifici frutti ed uomini bellicosi. I Persiani allora, convinti che il ragionamento di Ciro era molto più fondnto del proprio, non insistettero più avanti, e se ne andarono; prescegliendo d’imperare vivendo in povera ter anziché di servire vivendo nell’abbondanza.