Pagina:Delle notti di Young traduzione di Giuseppe Bottoni e del Giudizio universale dello stesso Young.djvu/110

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VII. NOTTE.

Il carattere della Morte.

ARGOMENTO.


Dimostra come la Morte vibra i suoi inerì-* tabili strati, quando- V uom più si lusinga poter godere i beni della vita* & incertezza del tempo,, e del modo del morire sono i carat[pri r che- accompagnano questa fatale necessità* Prende di qua motivo il Poeta di piangere colle più trasportate lagrime la morte della, sua sposa y rapitagli dal seno quasi contemporaneamente coi figli? quando nella di lei soave amicizia egli si riprometteva ogni conforto ai proprj mali.

/^yuanto nell’ire sue, ne’ colpi orrendi
Straragante è laMorte, e quanto è cruda?
Ah, se ruotasse almen la falce arditaSovra
chi trista sorte, o grave impaccio»
5Soffre di lunga età; se di natura
Non prevenir, ma secondare il corso*
Dovesse almeno $ e se degli anni al peso
Scioglier lanciando il nostro frale ammanto r
Ne guidasse la poiVe entro la tomba!
10Ma no y che spesso dispietata e fiera*
Nella tomba ci spinge allor che in noi
Robusta gioventù verdeggia, e cresce.
Lascia la vita a noi, «e un mal si rende f
E se un bene è la vita, a noi l’invola.
15È per essa piacer 9 che^Tun felice
Cinto d’agi perisca, e resti in vita
Chi povertà risente, o rea fortuna.
Quanti ne’ più verd’anni avvolti r e chiusi
ttntro funereo vel resta» da quelli y
20De’ quai la vita altro non è che lenta’