Pagina:Delle notti di Young traduzione di Giuseppe Bottoni e del Giudizio universale dello stesso Young.djvu/115

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notte. 89

Àrditi colpi alle radici antiche *
v Scosso da’ fieri insulti il tronco geme,
Trema l’altera chioma, e attor ©he cede,
180Ogni lata minaccia; al fin con alto
Terribile fragòr stride, sul suolo
Piomba, che il iuon ne rende, e colle braccia
Vasta parte di quello occupa, e cuopre*
Per la caduta sua agita, e frtme
185La vicina foresta, eco sonora
Fan le remote Talli, ed i torrenti
Tramandan cupo suon, che a lei risponde*
Così di Morte il formidabil ferro,
Che più infuria colà dove più ride
190Piacer, felicità vittime illustri
Svena, ei abbatte le più altere teste
Ad atterire il volgo insano, e cieco*
- Più vicina a perir è in voi la vita
Quando splende più bella. Oh quale in volto,
195Oual ne’ vivaci lumi avea Narcisa
Vigor di gioventù! Si, troppo bella
Era per trar più lunghi giorni, ed io
Era troppo felice • Ah, tal non fui
Lunga stagioni E non credei giammai,
200Che sì presto languir, mancar dovesse D’ogni
bellezza il fior: no, non potei
Un istante pensar, che quel bel labbro r
Nido di cari detti > e dolce rise y
Che a me sempre voTgea, pallido, immota
205Restar dovesse, e che gik in braccio a Morte
Fosse coler, ch’io pur mirava in vita»
Ma l’empia Morte appunto il più bel manto
Di vita, e di vigor veste, ed al ciglio
S’offre talor per ingannarlo, adorna
210L’irte, e raro suo crin di rose, e gigli*
Dal brio, da* vezzi di colei, che adora,
Sednr si lascia il cor d 1 un folle amante,
E allor che i vaghi lumi, e F aurea chioma *
Il sen di latte, ed il purpureo labbro,
215Labbro ove Amore ha sede* ove le Grafie