Pagina:Delle notti di Young traduzione di Giuseppe Bottoni e del Giudizio universale dello stesso Young.djvu/130

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104 ottava

Sempre nuovo passando, ovunque ei muova
Seguir dovrà la luminosa traccia
Dal pie del Nume onnipotente impressa.
Sì, tutto è vano, e tutto c sogno, ed ombra v
415Ma non 1* eternità. l’ha mali ancora,
V ha sventure per quei che crede in seno
Alma avere immortale? E quale schiavo
Lagnarsi oggi potria, se d’un impero
Re destarsi dovesse al dì che viene?
420Ab che già scorderebbe i lacci suoi*
E in soglio già dal suo pcnsier guidato,
Un fantastico scettro in pugno avria.
L’uomo, ch’è giratole saggio, è un Re che lung.e
Dal trono tien la sua non ferma etade,
425Che col erescer degli anni un regno aspetta.
E qual altro pensier può far che l 1 alma
Maggior si Vegga, e spieghi all’etra il volo?
Questo sol ci sostien; questo è sollievo
Della vita ai disastri, i quai non sono
430Più disastri per Puom: questo de’ beni,
Che la vita ci porge, estingue il falso
Chimerico splendor: questo la terra
Sol da lungi ci mostra, e quasi assorta
Da fosche nubi in tenebrosa ecclissi.
435Quanti il mondo distingue onori, e gradi»
Sciolgonsi in fumo, e più non ha per noi
Sdegni, o favor la cieca instabil diva.
Tutto allor sembra egual,niun l’altro avanza.
E mendici, opulenti, e grandi, e vili
440Sono in folla confusi 5 e la divisa,
Che questi, e quei riveste, entro le folte
Ombre manca, si mischia, e poi si perde.
Còsi dal grembo di Saturno colme
Vede lo spettator le nostre valli,
445E piani i monti: che di "quelle il vuoto,
E di questi l’altezza a lui nasconde
Questo del nostro suol sferico aspetto.
Sciolga pietosa man P aspre ritorte
D’un infelice: il tragga fuor dal cupo