Pagina:Delle notti di Young traduzione di Giuseppe Bottoni e del Giudizio universale dello stesso Young.djvu/138

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112 NONA

55Colui, ch’è saggio, ed a quel Nume, affida
Tutte le sue speranze, ah no, non tema,
Che troppo vaste sien, che troppo ei brami.
Ragion, che sei d’ogni virtù.più bella.
Sacra sorgente, a te s’aspetta il freno
60Di questo cor; Dell’ubbidirti io, provo
La mia felicità; veglia in me stesso
Finché vita mi resta, e a me più cara
Della vita rassembra. Appena io giunsi
A quell’età, che nella mia ragione
65Un’amabile scorta a me fe’ nota,.
Ch’ogni cenno di lei per me fu legge.
Questa ragion del più sincero omaggio
Degna è, perchè dalla ragion superna
Ha l’origine sua. Questa di serto
70Cinge, o vendica questa il sommo Nume
Se premia il giusto, o se punisce il reo.
Se dimostra ragion colui che crede.
Alla immortalità, la creda adesso
Per esser lieto, e disprezzar la morte.
75Esser può mai, che sia tra noi chi porti
In seno alma immortale, ed abbia ancora
Della montagna, che un tesoro asconde,
L’indifferenza cieca? In quel gran giorno,
In cui questo tesor, che mai conobbe,
80Gli mostreran le sue ruine istesse,
Ei noi vedrà che per vederne insieme
La perdita fatai, nò il cupo abisso
Scorger potrà che nel restarvi oppresso.
Esser può mai che tenti altri più folle,
85Con prodigio inudìto, orrido, ed empio,
Dell’alma soffocar le voci ardite,
Che lo stringono a gara; impieghi ogni arte
Per farsi a’ brqti, ed agl’insetti eguale,
E di rendersi vile ambisca, e goda?
90Allor che la ragion, gl’interni moti,
Sempre attivi, fan fronte alla miseria
Ove il desìo lo guida, e più sublime
Voglion cte spieghi il voi: suda, s’affanna,